Come Funzionano gli organi europei

L’anomalia è tutta evidente qui. Il parlamento europeo non ha il potere di legiferare, che è della Commissione che non viene eletta, ma scelta dal Consiglio dei Ministri e votata dal parlamento europeo.

Chi decide in Europa – Openpolis

Chi decide in Europa – Openpolis

A meno di 100 giorni dalle prossime elezioni europee, un punto sulle istituzioni politiche dell’Ue: quali sono, chi le compone e come vengono prese le decisioni.

Source: www.openpolis.it/chi-decide-in-europa/?utm_source=Newsletter

Programmi e Politiche Europee

Da 30 anni di lavoro nell’ambito dei programmi comunitari e le politiche Europee, prima come Coordinatore della Fondazione Europa Italia per l’Innovazione delle PMI e poi come coordinatore della rete di Scuole Permanente Polo Europeo della Conoscenza www.europole.org  dove gestisco circa 20 Progetti europei all’anno ed oltre ad essere in 4 Network Europei  ho messo in atto negli ultimi anni protocolli di collaborazione con Spagna, Turchia, Lituania, Macedonia, India, USA e molti altri paesi. Il mio compito è quello di supervisionare i progetti, partecipare ai vari meeting europei ed extra europei, fare le scelte politiche della rete, organizzare circa 30 eventi formativi sul territorio Nazionale, partecipare a conferenze sulle tematiche inerenti, organizzare e tenere corsi di formazione tematici e organizzare una conferenza internazionale all’anno. Gli aspetti che ho curato maggiormente negli ultimi 20 anni di attività in ambito europeo sono statti quelli legati al mondo degli ultimi, poveri, immigrati, orfani, disabili, emarginati, discriminati ecc. Attraverso i progetti europei ho portato 12.000 insegnanti a confrontarsi in Europa ed aprirsi a nuovi approcci culturali e forme pensiero. Per me l’Europa ha rappresentato e tutt0ra rappresenta un sogno di integrazione, di apertura culturale, di innovazione e solidarietà. Purtroppo o per fortuna nella mia carriera ho anche fatto il redattore  giornalista sull’euro per una società di Milano La Business Press, incaricata dal Ministero dell’economia italiana dell’epoca, Carlo Azeglio Ciampi e dalla Commissione Europa in collaborazione con la TIN ora TIM e scrivevo 20 articoli alle settimana sull’euro e l’entrata dei paesi europei nell’euro. Ho così avuto la possibilità di conoscere in modo approfondito le dinamiche della Moneta Unica ed i suoi molteplici problemi. Il vero problema della moneta unica, a mio avviso non è il signoraggio, cioè il guadagno nell’emettere valuta e distribuirla al suo valore nominale, perché questi capitali rientrerebbero poi, ed i condizionale è d’obbligo, attraverso la Banca centrale italiana ( se questa fosse nazionale e non privatizzata al 95%). Spesso mi chiedo perché non rinazionalizzarla, renderebbe, solo con il signoraggio circa 40 miliardi di euro all’anno allo stato Italiano. Il vero problema è che la BCE non permette agli stati dell’euro di accedere direttamente ai prestiti  di denaro della BCE, attualmente a tasso 0, ma li obbliga andare a chiedere soldi per finanziarsi, avendo perso la sovranità monetaria, sul mercato finanziario secondario. Cosa vuol dire? Rendere un paese ricattato dalla banche e dalla grandi aziende finanziarie speculative del mondo.  Come? Semplice. Lo Stato ogni anno deve andare ad elemosinare dai privati ma sopratutto dalla banche, ovvero da chi ha uno scopo puramente di lucro, i soldi ( attraverso titoli di stato , bot cct, ecc) per finanziare i suoi servizi, scuola, sanità ecc. che non hanno uno scopo di lucro. Ogni sociologo ben sa che nessun paese riesce a finanziare il welfare solo con le tasse, ma deve usare “l’arma” dell’emissione di valuta per finanziare i servizi. Quindi il nostro paese non potendo emettere valuta, e dovendo chiedere molto denaro con poche garanzie avendo un debito pubblico alto, è ricattato dal famoso spread determinato dalle banche e dalla finanza mondiale, che è il tasso di interesse da pagare per il prestito ottenuto, a cui non interessano il servizi e il welfare di un Paese ma solo il pure sterile profitto personale.  Da qui parte la scala in discesa verso  la fine della società equa e solidale, dal lavoro sempre più alienante e accelerato, alla corsa suicida ai consumi.  L’unico modo che abbiamo per fermare questa autodistruzione dell’umanità è la cultura, è l’educazione, che non possono per loro stessa natura seguire i ritmi della finanza  e della tecnologia. L’educazione non l’istruzione, badate bene, è un processo lento, di relazioni e interazioni. Da qui il mio impegno di persona prima che di sociologo ed europeista per il mondo dell’educazione e della ricerca.

Ambiente

AMBIENTE 1

  • Politica ambientale europea:

Secondo i trattati (articolo 4 TFUE) l’ambiente è una competenza concorrente tra UE e stati membri. 2

Le prime azioni europee nel campo ambientale apparvero per la prima volta nei primi anni ’70, quando una serie di principi operativi, in seguito inseriti nei trattati europei, furono sviluppati soprattutto con lo scopo di evitare che molteplici e diverse norme nazionali a tutela dell’ambiente avessero un’influenza negativa sul mercato comune.

All’ambiente tuttavia verrà attribuito lo status di vera e propria politica della Comunità solo con il Trattato di Maastricht (1992). Finora lo strumento legislativo maggiormente utilizzato dall’UE in campo ambientale è la direttiva.

Dal 1973 l’UE adotta un Programma d’azione per l’ambiente. Lo scorso novembre 2012 la Commissione europea ha proposto il Settimo Programma d’Azione per l’Ambiente3, che contribuirà a diffondere una comprensione comune delle principali sfide ambientali e delle misure da adottare per affrontarle in maniera efficace in vista del 2020. Il Programma riconosce che l’UE è in ritardo per quanto riguarda numerosi obiettivi ambientali e climatici. È necessario dunque fare di più per migliorare lo stato dell’ambiente e pervenire ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Il documento, inoltre, fissa un’agenda strategica per le politiche ambientali e individua gli obiettivi prioritari da realizzare.

La politica ambientale è un’area in cui il supporto pubblico per un’azione europea è grande. Inoltre, l’arena europea si configura come la più adatta per affrontare una serie di sfide ambientali di livello internazionale.

Bisogna dire infine che molte leggi nazionali a protezione dell’ambiente sono state imposte da direttive europee che hanno così contribuito ad aumentare gli standard ambientali nazionali a vantaggio di tutti noi (per esempio la prima legge organica sulla tutela delle acqua del 1999 o la disciplina penale concernente la tutela dell’ecosistema imposta dalla direttiva 2008/99/CE).

  • Obiettivi & principi:

Con il Trattato di Lisbona, in vigore dal 1 dicembre 2009, l’art. 191 ribadisce che la politica dell’Unione in materia ambientale è fondata sui principi dello sviluppo sostenibile, della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio del chi inquina paga.

Per quanto riguarda gli obiettivi della politica ambientale europea, invece, essi sono: la salvaguardia, la tutela e il miglioramento della qualità dell’ambiente; la protezione della salute umana; l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali; la promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale.

  • Procedure decisionali:

La maggior parte della legislazione europea si adotta attraverso la procedura di co-decisione (art. 192.1 TFUE). Tuttavia, l’unanimità è ancora applicata in relazione alle disposizioni fiscali, alle misure che incidono sulla pianificazione urbana e rurale, alle misure relative alla gestione delle risorse idriche e all’uso del suolo (con il eccezione della gestione dei rifiuti – articolo 192,2 TFUE). Comunque, il Consiglio, su proposta della Commissione europea e previa consultazione del Parlamento europeo, del Comitato economico e sociale e del Comitato delle Regioni, può decidere all’unanimità anche in questi settori di passare alla procedura legislativa ordinaria (articolo 192.2 secondo comma TFUE – “clausola passerella”).

  • Principali attori:

DG Ambiente, Agenzia europea per l’ambiente, Commissioni Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo, Consiglio Ambiente, Banca europea per gli investimenti, Stati Membri e relative agenzie esecutive, industrie, cittadini, organizzazioni ambientaliste, altri portatori d’interessi.

  • Elementi critici:

Ritardo o mancata implementazione della legislazione ambientale da parte degli Stati Membri, soprattutto dell’Italia.

Secondo l’ultimo Internal Market Scoreboard4, l’annuale rapporto della Commissione europea che fotografa il recepimento della legislazione europea negli ordinamenti nazionali, l’Italia si posiziona agli ultimi posti in Europa per le norme comunitarie relative all’ambiente (vedi direttiva per la responsabilità ambientale, inquinamento dell’aria, gestione dei rifiuti, acqua) e trasporti, anche con lo sforamento del limite massimo di ritardo fissato in due anni con successivo processo di infrazione che può concludersi anche con sanzioni pecuniarie. Questo avviene spesso a causa delle risorse economiche necessarie o dei bassi standard ambientali da cui il Paese parte. Nel 2012 l’Italia ha il secondo peggior primato per quanto riguarda il numero di procedure d’infrazione nel campo della legislazione ambientale a suo carico (25, di cui ben 8 casi in cui il Paese non ha rispettato la sentenza della Corte di Giustizia, con la conseguenza che la Commissione ha portato l’Italia nuovamente davanti alla Corte per eventuali sanzioni pecuniarie come previsto dall’articolo 260 del TFEU)5.

Certo, gli eurodeputati attraverso lo strumento delle domande scritte indirizzate alla DG Ambiente e il PE attraverso lo strumento della petizione (art. 227 TFUE), attraverso il quale la Commissione “Petizioni” del PE può chiedere alla DG Ambiente di investigare su certi casi a suo nome, possono contribuire al “legal enforcement” della legislazione ambientale comunitaria.

La pressione delle grandi lobby industriali, degli interessi privati e della malavita sulle agenzie nazionali e locali preposte all’implementazione ed esecuzione delle normative europee nel campo ambientale, ma anche talvolta nella definizione della stessa politica ambientale a livello europeo (Commissione europea).

La sovrapproduzione normativa che spesso crea confusione e un quadro normativo non coerente con altre politiche affini (politica energetica, clima, industria in primis).

I costi di implementazione della legislazione ambientale europea (soprattutto per le PMI).

Il disastro della politica europea sui bio-carburanti (di prima generazione) Vedi scheda sulla Politica europea dei Trasporti.

  • Possibili aree di intervento “a 5 stelle”:

  • Acque costiere: protezione dell’ambiente e dell’ecosistema marino e delle coste (inclusi i danni potenziali causati dal turismo e dalle attività di pesca e industriali insostenibili).

  • Acque interne, superficiali, sotterranee e di transizione: salvaguardia degli ecosistemi acquatici, azione per prevenire l’abbassamento delle falde acquifere e del loro inquinamento, garantire l’uso efficiente della risorsa idrica garantendone una buona qualità per tutti (acqua pubblica), necessità di raccogliere maggiori dati sul consumo (diretto o indiretto) dell’acqua nell’UE, azione per prevenire e/o mitigare problemi di siccità/allegamenti in concomitanza con il problema del riscaldamento globale.

  • Aria: ridurre le emissioni ( dei gas ad effetto serra: CO2 – diossido di carbonio-, N2O – ossido di azoto-, CH4 – metano – e CFC – clorofluorocarburi-) soprattutto in settori come i trasporti e l’agricoltura in cui molto è ancora da fare.

  • Suolo: fermare il degrado e la cementificazione del suolo fertile (anche attraverso la ripresa della direttiva quadro sulla protezione del suolo che è ferma al Consiglio dal 2006 per volontà di alcuni grandi stati membri, Germania in primis).

  • Natura & Biodiversità: sostenere e preservare la biodiversità, lotta agli OGM (anche nella politica agricola comune e nella politica commerciale – vedi TTIP), creazione di una rete europea di parchi nazionali (aree naturali protette), lotta alle ecomafie, introduzione del reato di ecocidio (cioè il danneggiamento estensivo, la distruzione o la perdita dell’ecosistema di un determinato territorio) nella legislazione europea.

  • Rifiuti: sfruttare la revisione della direttiva CE/2008/98 sui rifiuti per portare avanti la strategia dei “rifiuti zero” lottando contro l’incenerimento dei rifiuti e le discariche, ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente attraverso una politica della R&I che promuova l’innovazione del prodotto e di organizzazione (e che coinvolga anche il consumatore finale con azioni di sensibilizzazione mirate) per abbattere e tendenzialmente annullare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente, una politica industriale che consenta alle industrie di utilizzare in maniera sostenibile i rifiuti come risorsa nei loro processi produttivi,

  • Sostanze chimiche: proteggere il cittadino e l’ambiente da sostanze chimiche pericolose (in particolare il mercurio) e conoscere meglio i potenziali rischi dei nano-materiali, rivedere la direttiva per gli standard sulla qualità ambientale dell’acqua (prevedendo delle misure per un progressivo phase-out per le sostanze più pericolose), rafforzare accordi internazionali sulle sostanze chimiche e sui rifiuti (Rotterdam, Stoccolma e Basilea).

  • Industria: aumentare responsabilità dell’industria in caso danno ambientale, garantire una maggiore trasparenza all’accesso dei dati conservati dalle industrie in tema di rispetto della legislazione ambientale, rafforzare la Direttiva europea sulla responsabilità industriale per i danni ambientali.

  • Inquinamento acustico: migliore applicazione direttiva 2002 sull’inquinamento acustico (migliore controlli e indicazione/definizione soglie minime di intervento stabilite a livello europeo).

  • Produzione e consumo sostenibili: promozione della produzione e del consumo sostenibile soprattutto all’interno dei contesti urbani e del concetto di Smart Cities and Communities .

  • Rifiuto del TTIP: questo accordo porterebbe all’abbassamento del livello di protezione dei consumatori e dell’ambiente attualmente garantito dalla legislazione europea. Il diritto europeo infatti si basa sul principio di precauzione (un prodotto potenzialmente dannoso, anche se non si hanno prove scientifiche certe, per l’ambiente e la salute non puo’ essere prodotto e commercializzato da un’industria) mentre secondo a legislazione americana il divieto di produzione e la commercializzazione di un prodotto puo’ giungere solo se il regolatore pubblico dimostra che scientificamente quel prodotto è dannoso). La Commissione stessa6, inoltre, ha riconosciuto apertamente che il TTIP intensificherà ulteriormente la pressione sull’ambiente, dato che in qualsiasi scenario si tenga in considerazione, il TTIP aumenterà la produzione, il consumo e la circolazione di beni a livello internazionale.

2 In questo settore, sia l’Unione sia gli Stati membri possono legiferare. Questi ultimi possono esercitare la loro competenza nel caso in cui l’Unione non abbia esercitato la sua o rinunci ad esercitarla. Gli Stati membri possono inoltre chiedere alla Commissione di abrogare un atto legislativo adottato in uno di questi settori condivisi al fine di garantire meglio il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (dichiarazione n. 18 allegata al trattato di Lisbona). Questo significa anche che l’UE può fissare delle regole generali a completamento o accompagnamento dello spazio unico. Inoltre, come per tutte le altre competenze condivise, la norma comunitaria è giustificata solo laddove vi è un interesse europeo. L’Unione fissa allora gli orientamenti, i principi, gli obiettivi e, se necessario, le regole comuni e le norme minime; gli Stati sono responsabili della loro trasposizione dettagliata nell’ordinamento giuridico interno.

6 ‘Impact assessment report on the future of EU-US trade relations’, Strasburgo, Commissione europea, 12 Marzo 2013, sezione 5.8.2

Procedure di Infrazione dell’Italia ai regolamenti dell’Europa 2018

Eccovi le 163 procedure giurisdizionali di precontenzioso comunitarie riguardanti l’Italia che sono qui di seguito pubblicate con  l’elenco dei “capi d’imputazione” mossi contro il nostro Paese da parte dell’Unione Europea. A completamento, ricordiamo le fasi di queste procedure: in 73 casi siamo alla messa in mora, cui vanno aggiunti 7 casi di messa in mora complementare, in 36 casi siamo al parere motivato, in 27 casi di ricorso, in 14 casi di sentenza e in 6 casi di decisione di ricorso

Direttiva 2008/109/CE che modifica allegato IV della direttiva 200/29/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità

– Direttiva/87/CE che modifica la direttiva 2006/87/CE e fissa i requisti tecnici per le navi della navigazione interna

– Direttiva 2008/74/CE che abroga la direttiva 84/539/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi elettrici utilizzati in medicina veterinaria

– Dir 2007/74/CE esenzione dall’imposta sul valore aggiunto e dalle accise delle merci importate da viaggiatori provenienti da paesi terzi

– Direttiva 2007/63/CE – obbligo di far elaborare ad un esperto indipendente una relazione in occasione di una fusione o di una scissione di società per azioni

– Direttiva 2007/47/CE modifica direttive relative al ravvicinamento delle legislazioni per quanto concerne di dispositivi medici impiantabili attivi, ai dispositivi medici in generale e all’ammissione sul mercato dei biocidi

– Direttiva 2006/87/CE, requisiti tecnici per le navi della navigazione interna

– Attribuzione concessioni del demanio pubblico marittimo nel Friuli Venezia Giulia

– Mancata notifica dell’adozione delle prescrizioni stabilite dalla direttiva 1998/34/CE che prevede una procedura di informazione nel settore delle norme e regolamentazioni tecniche.

– Violazione diritto comunitario relativamente a libera prestazione dei servizi e stabilimento

– Regime fiscale speciale delle Società d’Investimento Immobiliare Quotate (SIIQ) e non Quotate collegate (SIINQ), che impone una condizione di residenza in Italia.

– Deroghe alla normativa comunitaria in materia di ambiente in relazione alle iniziative connesse ai “grandi eventi”. Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3663 del 19 marzo 2008.

– Esclusione dei notai dal riconoscimento dei diplomi

– Mancata comunicazione dei rapporti annuali ai sensi dell’art. 41 e 42 del regolamento 259/93/CEE relativo ai rifiuti

– Errata applicazione della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, che abroga la direttiva 1976/160/CE

– Garanzia della possibilità di trasferire la chiamata del Numero Unico di emergenza europeo 112 ad altro centralino di emergenza.

– Mancata notifica della relazione biennali sull’attuazione della direttiva 2002/15/CE, concernente l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto

– Qualità dell’aria:valori limite PM10

– Violazione della direttiva 200/96/CE sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità – Applicazione di un’aliquota di accisa ridotta da parte della Regione Friuli-Ve-Giulia

– Non corretta trasposizione delle direttive del primo pacchetto ferroviario

– Regime sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento relativo agli impianti esistenti – Direttiva IPCC (2008/1/CE)

– Mancato recepimento della direttiva 2008/49/CE recante modifica dell’allegato II della direttiva 2004/36/CE per quanto riguarda i criteri per l’effettuazione delle ispezioni a terra sugli aeromobili che utilizzano aeroporti comunitari

– Mancato recepimento della direttiva 2008/42/CE relativa ai prodotti cosmetici, al fine di adeguare al progresso tecnico i suoi allegati II e III

– Mancato recepimento della direttiva 2007/45/CE che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati

– Mancato recepimento della direttiva 2006/66/CE relativa all’armonizzazione delle misure nazionali in materia di rifiuti di pile ed accumulatori

– Mancato recepimento della direttiva 2008/64/CE relativa alle misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione all’interno della Comunità.

– Mancato recepimento della direttiva 2008/53/CE concernente la viremia primaverile della carpa (VPC).

– Mancato recepimento della direttiva 2007/61/CE relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente e totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana.

– Mancato recepimento della direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE (rifusione)

– Mancato recepimento della direttiva 2005/47/CE relativa all’accordo tra la Comunità delle ferrovie europee (CER)e la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (EFT) sulle condizioni di lavoro

– Mancato recepimento della direttiva 2007/68/CE che modifica l’allegato III bis della direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’inclusione di alcuni ingredienti alimentari.

– Mancato recepimento della direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati

– Mancato recepimento della direttiva 2006/38/CE relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture

– Mancato recepimento della direttiva 2007/16/CE relativa al coordinamento delle disposizioni in materia di taluni organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) sul chiarimento di talune definizioni

– Mancato recepimento della direttiva 2007/14/CE relativa all’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in mercato regolamentato

– Mancato recepimento direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto

– Attuazione della direttiva 2006/69/CE che modifica direttiva 1977/388/CEE per quanto riguarda talune misure aventi lo scopo di semplificare la riscossione dell’IVA e di contribuire a contrastare la frode o l’evasione fiscale

– Offerte di servizi bancari per l’Università di Parma.

– Ostacoli all’importazione dei ricevitori radio in Italia

– Abuso di contratti di formazione e di lavoro a tempo determinato

– Non corretta trasposizione della direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale

– Realizzazione della linea B1 della metropolitana di Roma

– Compatibilità comunitaria della normativa italiana relativa allo stabilimento di farmacie. Restrizioni per la titolarità ad un farmacista.

– Cattiva applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa alla valutazione della base imponibile ai fini dell’applicazione dell’IVA. Valutazione secondo il valore reale dei beni, anzichè secondo il corrispettivo ricevuto.

– Riconoscimento delle qualifiche professionali (Maestri di sci)

– Non corretta applicazione della direttiva 1998/34/CE. Mancata notifica delle prescrizioni in materia di fertilizzanti

– Nuovo sistema di registrazione dei fabbricanti di dispositivi medici in applicazione del decreto legislativo n. 46 del 24 febbraio 1997

– Affidamento dei servizi di gestione di farmacie comunali alla società Farcom S.p.A. da parte dei Comuni di Pistoia, Quarrata e Larciano.

– Affidamento del servizio idrico da parte dell’ATO Marche.

– Valutazione di impatto ambientale di interventi edilizi a Baia Caddinas (Golfo Aranci).

– Non conformità della normativa italiana al Regolamento (CE) n.273/2004 sui precursori di droghe

– Indicazione obbligatoria dell’origine dell’olio di oliva

– Non corretta applicazione della direttiva 95/21/CE relativa al controllo delle navi da parte dello Stato di approdo. Mancate ispezioni obbligatorie per gli anni 2004-2006

– Non rispetto dei Regolamenti n.2847/93, n.2371/2002 e n.41/2007 relativamente al controllo della pesca del tonno rosso.

– Esternalizzazione di parte della procedura visti e oneri aggiuntivi a carico dei richiedenti il visto

– Mancato trasferimento di risorse proprie conseguenti all’importazione di banane.

– Mancato recupero di aiuti concessi per interventi a favore dell’occupazione.

– Emergenza rifiuti in Campania.

– Cattiva applicazione della direttiva 1999/30/CE relativa ai valori limite di qualità dell’aria per il biossido di zolfo.

– Violazione della direttiva “Televisione senza frontiere” sulla pubblicità televisiva.

– Mancata attuazione Dir. 2006/86/CE. Prescrizioni in tema di rintracciabilità, notifica reazioni ed eventi avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per codifica, lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti-cellule umani

– Mancato recepimento della direttiva 2005/45/CE sul reciproco riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare.

– Mancato recepimento della direttiva 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria

– Mancato recepimento della direttiva 2006/17/CE di attuazione della direttiva 2004/23/CE per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche per la donazione, l’approvigionamento e il controllo di tessuti e cellule.

– Mancato recepimento della direttiva 2003/58/CE sui requisiti di pubblicità di taluni tipi di società in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.

– Energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili – rifiuto di accettazione di garanzie di origine debitamente rilasciate in altri Stati membri (Slovenia)

– Non corretta trasposizione delle direttive 2002/73/CE e 2006/54/CE relative alla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro

– Mancata valutazione di impatto ambientale del Piano Regolatore del Comune di Staranzano (Gorizia).

– Inquinamento atmosferico nel comprensorio del Mela(ME)

– Cattiva applicazione della direttiva 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Opere di derivazione di acque ad uso irriguo dal fiume Trebbia (SIC Basso Trebbia, Emilia Romagna).

– Regime fiscale applicato in Italia agli acquisti di beni immobili adibiti ad abitazione principale dell’acquirente, i c.d. benefici “prima casa”

– Affidamento da parte del Comune di Contigliano (Rieti) del servizio di gestione dei rifiuti alla Società A.M.A. Servizi S.r.l.

– Non conformità alle direttive comunitarie del decreto legislativo 25.07.2005, n. 151 relativo ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

– Proroga della concessione autostradale per l’Autocamionale della Cisa.

– Proroga della concessione per l’autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova.

– Ostacoli all’importazione parallela di medicinali.

– Oscuramento siti Internet che offrono servizi di scommesse “on line” in assenza di autorizzazione.

– Distribuzione di dividendi a fondi pensione stabiliti in altri Stati membri.

– Normativa della Regione Liguria in materia di caccia in deroga.

– Cattiva applicazione direttiva 2006/112/CE relativa al regime speciale IVA per le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio a soggetti diversi dal viaggiatore.

– Non corretta trasposizione della direttiva 2002/73/CE del principio della parità di trattamento tra uomini e donne riguardo all’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e alle condizioni di lavoro.

– Regolamento (CE) n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono- Sistemi di protezione antincendio delle navi ed estintori contenenti halon

– Mancato recupero dell’aiuto di Stato relativo alle esenzioni fiscali e prestiti agevolati concessi in favore di imprese e servizi pubblici a prevalente capitale pubblico.

– Non corretta trasposizione della direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.

– Non corretta trasposizione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.

– Non corretta trasposizione della direttiva 2002/59/CE sulla istituzione di un sistema di monitoraggio del traffico navale

– Compatibilità comunitaria della legislazione della Regione Lombardia in materia di progetti di cave. Valutazione di impatto ambientale.

– Etichettatura della passata di pomodoro

– Mancato rispetto dei regolamenti comunitari relativi ad obbligazioni doganali nell’ambito di operazioni di transito TIR.

– Sospensione del diritto di ricevere la retribuzione contrattuale in associazione al divieto di lavoro notturno per le lavoratrici in stato di gravidanza (art.35 del decreto legislativo 151/2001)

– Estensione del condono fiscale relativo al pagamento dell’IVA per il periodo di imposta 2002

– Normativa italiana in materia di caccia in deroga.

– Non conformità al diritto comunitario della normativa italiana in materia di soggiorno di breve durata dei cittadini di paesi terzi.

– Non disponibilità delle informazioni sulla localizzazione del chiamante del numero unico di emergenza europea 112.

– Non rispetto del regolamento (CE) 1030/2002 per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi

– Non corretta trasposizione della direttiva 2003/54/CE sul mercato interno dell’elettricità.

– Non corretta applicazione della direttiva 95/21/CE relativa al controllo delle navi da parte dello Stato di approdo.

– Esclusione dall’ambito di applicazione della direttiva 76/160/CEE della qualità delle acque di balneazione

– Compatibilità comunitaria della legge n. 112/2004 (Legge Gasparri) con la direttiva quadro sulle reti e servizi di comunicazione elettronica.

– Promozione congiunta di medicinali per uso umano

– Ostacoli all’importazione in Italia di apparecchi d’intrattenimento (videogiochi).

– Etichettatura delle carni avicole – disposizioni contro l’influenza aviaria

– Cattiva applicazione della direttiva 90/314/CEE relativa a viaggi, vacanze e circuiti “tutto compreso”

– Violazione del codice doganale comunitario relativamente alla verifica di esigenze economiche al fine del rilascio di autorizzazione alla gestione di un deposito doganale

– Cattivo recepimento della direttiva 75/442/CEE sui rifiuti. Esclusione dall’ambito di applicazione della direttiva di certi rottami destinati all’impiego in attività siderurgiche e combustibile.

– Rimborso delle ritenute alla fonte sui dividendi versati alle società “madri” residenti nei Paesi Bassi da parte delle società stabilite in Italia

– Non conformità della legislazione italiana con l’art.5.3 della direttiva 2001/23/CE relativa al trasferimento delle imprese in crisi.

– Non corretta trasposizione della direttiva 2000/43/CE che attua il principio di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica.

– Impatto ambientale relativo al progetto di una cava a Colle Duolfa – Macchia di Isernia (Isernia)

– Prescrizioni minime di sicurezza e salute nei cantieri temporanei e mobili

– Compatibilità comunitaria della fissazione di tariffe professionali massime degli avvocati.

– Riscossione a posteriori – accreditamento risorse proprie comunitarie

– Età pensionabile dei dipendenti pubblici : differenza tra uomini e donne

– Tassazione del tabacco. Non rispetto della libera fissazione del prezzo minimo di vendita al dettaglio.

– Non corretta applicazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e per i residui del carico.

– Realizzazioni di centrali idroelettriche in Val Masino (Sondrio)

– Affidamento di una concessione di lavori relativa alla progettazione ed alla realizzazione di una tramvia su gomma a L’Aquila.

– Restrizioni alla libertà di stabilimento e di circolazione dei capitali con riferimento alle società di gestione di esercizi farmaceutici.

– Normativa della Regione Veneto in materia di caccia in deroga.

– Non compatibilità del regime di imposizione dei dividendi in uscita con i principi relativi alla libertà di stabilimento ed alla libera circolazione di capitali.

– Problemi incontrati da alcune imprese di assicurazione europee che offrono servizi in Italia

– Normativa della Regione Sardegna in materia di caccia in deroga.

– Inadempimenti nell’attuazione del sistema di controllo dei pescherecci via satellite (SCP) in caso di mancato rispetto delle norme.

– Tassazione discriminatoria degli olii lubrificanti rigenerati.

– Cattiva applicazione delle direttive 96/62/CE e 99/30/CE concernenti i valori limite di qualità dell’aria.

– Cattiva applicazione degli articoli 3 e 4 della direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane.

– Etichettatura dei prodotti di cioccolato.

– Compatibilità comunitaria del DM 11.07.03 in materia di acqisizione di elicotteri leggeri per le esigenze delle forze di Polizia e dei VV.FF.

– Progetto di realizzazione di infrastrutture sciistiche nell’area di Santa Caterina Valfurva, nel territorio del Comune di Valfurva (Sondrio)

– Risorse proprie. Rilascio di autorizzazione irregolare alla creazione e gestione di magazzini doganali privati negli anni 1997-2000.

– Realizzazione del sistema MOSE e protezione dell’habitat (Venezia).

– Protezione sanitaria in caso di emergenza radioattiva

– Rimborso dell’IVA ai soggetti passivi non residenti – obbligo di registrazione diretta

– Restrizioni all’esercizio di attività di organizzazione e di raccolta di scommesse sulle competizioni sportive

– Mancata ammissione dei collaboratori linguistici ai concorsi per supplenze universitarie (ex lettori).

– Non corretta trasposizione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. Criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle discariche (rocce da scavo).

– Sovrapprezzo per onere nucleare e per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate

– Non corretta applicazione del Regolamento (CEE, Euratom) n.1552/89. Interessi su pagamenti effettuati in ritardo (regime di transito-carnets TIR).

– Cattivo recepimento della direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso

– Risorse proprie. Mancata riscossione di dazi doganali relativi ad importazioni di materiale ad uso militare per gli anni 1998-2002.

– Acquisizione diretta di elicotteri “Agusta” o “Agusta Bell” da parte del Governo italiano.

– Non corretta applicazione delle direttive 75/442/CE e 91/689/CEE sui rifiuti. Misure di controllo sulle discariche abusive.

– Accordo bilaterale con gli Stati Uniti in materia di servizi aerei (Open Sky).

– Cattiva applicazione della direttiva 85/337/CEE relativa alla valutazione di impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

– Stipula di convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziale, prodotta dai Comuni della regione Sicilia

– Compatibilità comunitaria di disposizioni nazionali riguardanti la fissazione dei prezzi e il rimborso delle specialità medicinali, nonchè l’etichettatura e il foglio illustrativo di tali medicinali

– Valutazione dell’impatto ambientale della strada di scorrimento a 4 corsie: sezione via Eritrea -via Borisasca (Milano)

– Ostacoli all’importazione ed utilizzazione di rimorchi per veicoli e in particolare per motocicli.

– Effetti nocivi della raccolta, del trasporto, del trattamento, dell’ammasso e del deposito dei rifiuti.

– Cattivo recepimento della direttiva 91/156/CEE sui rifiuti. Esclusione dall’ambito di applicazione della direttiva di alcune sostanze.

– Obblighi previsti dalla direttiva 75/442/CEE sui rifiuti

– Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nella provincia di Foggia.

– Privatizzazione delle imprese pubbliche (golden share)

– Mancata comunicazione per gli anni 1999/2000 dei dati richiesti dal Regolamento CEE n.2847/1993 in materia di pesca.

– Trattamento delle acque reflue urbane – Agglomerato Comuni della provincia di varese – bacino fiume Olona

– Bonifica della discarica RSU Campolungo (AP)

– Affidamento del servizio di raccolta e gestione delle scommesse sportive in materia ippica.

– Bonifica della discarica di Nerofumo a Rodano (MI)

– Cattivo recepimento delle direttive 75/442/CEE e 91/156/CEE relative alla disciplina dei rifiuti.Scarti alimentari originati dall’industria agroalimentare destinati alla produzione di mangimi.

– Bonifica della discarica di Manfredonia (FG).

– Costruzione villaggio turistico “Is Arenas” Narbolia (OR)

– Inadeguatezza del sistema di controllo dell’esercizio della pesca, in particolare per quanto attiene alle sanzioni per la detenzione a bordo e l’impiego di reti da posta derivanti.

– Risorse proprie. Mancata riscossione di dazi doganali relativi ad importazioni di materiale ad uso militare.