Energia – Clima – Nucleare

 ENERGIA CLIMA  E NUCLEARE

In questa legislatura europea si arriverà quasi al 2020, data di scadenza degli obiettivi del 20-20-20 che potranno essere confermati o annacquati (le lobby sono scatenate per annacquarli). Inoltre si decideranno le strategie energetiche intermedie (al 2030) e finali (al 2050). Bisognerà difendere gli obiettivi già fissati, soprattutto quello di una Europa Post Carbon al 2050, senza fossili e senza nucleare, (come dice la Dichiarazione Scritta 216/2007 del Parlamento Europeo da cui tutto è nato).
E’ fondamentale dunque ricordare a tutti i 27 milioni di elettori che a giugno 2011 hanno votato nel referendum contro il nucleare, che non possono mandare al Parlamento Europeo candidati che vogliono il nucleare e i fossili, e che certamente cercheranno di annacquare gli obiettivi del 20 20 20. E questi candidati sono praticamente quelli di tutti gli altri partiti.
Gli unici candidati che sono sicuramente contro il nucleare e i fossili, e per le rinnovabili, l’idrogeno, le smart grid, e che vogliono una Europa post carbon al 2050 sono quelli del M5S.

 ENERGIA CLIMA E NUCLEARE

Come tutti sappiamo, l’Unione Europea si è dotata di di strategie climatiche e energetiche molto avanzate: il 20 20 20,  (scusate se do i numeri: significa che al 2020 dovremmo avere 20% in meno di emissioni di gas a effetto serra, 20% in più di efficienza energetica e 20% di consumi energetici da fonti rinnovabili: una vera rivoluzione sociale, meno profitti per i monopoli energetici, ambiente più pulito e la piena occupazione su scala europea!)
Questa strategia è stata lanciata con il pacchetto Clima/Energia che ha promosso politiche di sostegno alle rinnovabili in tutta Europa, e ha permesso l’emergere di una nuova economia delle rinnovabili ad alta intensità occupazionale  in tutta l’Europa creando lavoro e occasioni commerciali per piccole e medie imprese.
L’Italia è rimasta al palo perché la  politica si è fatta dettare le regole dai grandi monopoli energetici, i quali condizionano anche economicamente la partitocrazia in tutte le sue forme, di destra, di sinistra e di sinistra “ecologista”, vogliono solo grandi impianti di rinnovabili industriali e non vedono di buon occhio che i cittadini smettano di essere solo consumatori della loro energia prodotta da fonti fossili, ma diventino produttori su piccola scala e in rete, di energia solare.
Per questo in Italia noi soffochiamo  la green economy  con la burocrazia  e capovolgiamo perfino il senso delle parole (nell’agenda Monti sotto la voce “economia verde” erano addirittura rubricati idrocarburi, trivellazioni petrolifere e hub del gas, e il Ministro Guidi, ha appena dichiarato guerra alle rinnovabili e agli ambientalisti che vogliono impedire lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nazionali).

Bene, siccome in questa legislatura si decideranno gli obiettivi europei intermedi al 2030, e di lungo termine al 2050, a Bruxelles le lobby sono in agguato in attesa di fiondarsi sui nuovi europarlamentari.
L’obiettivo è quello di annacquare e disinnescare questi obiettivi. Per esempio evitando che il 20 20 20 al 2020 diventi 50 50 50 al 2030. E i primi risultati già si vedono. Proprio questa settimana, la Commissione Europea, su chiarissimo input dei monopoli energetici ha esentato l’industria dal contribuire alle rinnovabili penalizzando le industrie più pulite e premiando le più sporche e energivore e legalizzando il sostegno ai fossili del capacity payment. Su questo argomento ho scritto un post rilanciato da Sergio di Cori Modigliani che vi consiglio di leggere se ancora non lo avete fatto: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/04/ultimora-golpe-bruxelles-dei-colossi.html

Bisognerà difendere gli obiettivi già fissati e soprattutto quello di una Europa Post Carbon al 2050, facendo entrare l’Europa nell’era senza fossili, senza nucleare, (come dice la Dichiarazione Scritta 216/2007 del Parlamento Europeo che facemmo approvare  battendo tutte le potentissime lobbie dei fossili e del nucleare).
Ecco perché non si può votare PD, FI, NCD, (partiti  dei comitati d’affari, del nucleare, degli inceneritori, del carbone), perché la partitocrazia tradizionale sarà facile preda delle lobby! Fanno parte della stessa cultura politica, degli stessi gruppi di potere.
Ci vogliono europarlamentari fuori da quei giochi. E qui non c’è partita, gli unici candidati a queste elezioni europee capaci di portare credibilmente avanti questo programma senza cedimenti e ambiguità sono quelli del M5S.

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