L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla povertà non riguarda semplicemente “i robot che rubano il lavoro”, ma una profonda ristrutturazione economica. L’AI non eliminerà il lavoro in senso assoluto, ma rischia di frammentarlo, polarizzare i redditi e spingere fette sempre più ampie di popolazione verso la precarietà o la povertà relativa. Ma sopratutto creare maggiori divari sociali fra chi potrà studiare ( privatizzazione delle università) e chi invece sarà sempre più marginalizzato e costretto a spostarsi per la ricerca di una fonte onesta di sostentamento.

La povertà in Italia a mio avviso rischia di aumentare a causa di 5 meccanismi criminali:

La scomparsa della Classe Media

A differenza delle passate rivoluzioni industriali (che automatizzavano il lavoro manuale o ripetitivo), l’AI generativa colpisce i lavori cognitivi di livello medio e d’ingresso:

  • Chi perde: Junior developer, copywriter, addetti al servizio clienti, contabili, traduttori, analisti dati junior.
  • La conseguenza: Chi prima entrava nel mercato del lavoro con uno stipendio medio-alto ora rischia di trovare opportunità ridotte o sottopagate. Si crea così una piramide economica molto più ripida: pochissimi super-specializzati in alto, una vasta massa di lavoratori precari in basso e pochissimo spazio in mezzo. E chi potrà permettersi di essere fra queste categorie? Quanti super super specializzati e per quanto tempo, prima che vengano sostituti dalle AI, il mercato del lavoro potrà assorbire?

La trappola del “Sottoccupazione” e i Gig-Worker della Conoscenza

Più che una disoccupazione di massa improvvisa, gli economisti prevedono un aumento della sottoccupazione:

  • Invece di licenziare, le aziende riducono le ore di lavoro o trasformano contratti stabili in consulenze a chiamata (gig economy avanzata).
  • Chi viene sostituito dall’AI tende a ripiegare su settori a basso valore aggiunto e non automatizzabili (ristorazione, consegne, assistenza alla persona). Questo genera un’iper-offerta di manodopera nei lavori manuali, che spinge ulteriormente al ribasso i salari di chi già guadagnava poco.

Lo spostamento del ricavo dal Lavoro al Capitale

Il vero motore dell’ineguaglianza spinta dall’AI è finanziario:

  • I guadagni derivanti dai picchi di produttività garantiti dall’AI non vanno ai lavoratori sotto forma di stipendi più alti o orari ridotti, ma si concentrano nelle mani di chi possiede le tecnologie, i dati e i data center (Big Tech e grandi azionisti).
  • Quando la quota di ricchezza prodotta dal lavoro diminuisce a favore di quella del capitale, chi vive solo del proprio stipendio si impoverisce inevitabilmente rispetto al costo della vita.

La Svalutazione delle “Competenze d’Ingresso”

L’AI ha già frantumato l’ascensore sociale:

  • Storicamente, i giovani e chi non aveva una formazione avanzata partivano da compiti operativi/esecutivi per imparare il mestiere e fare carriera.
  • Se l’AI svolge autonomamente il 70% delle mansioni di base, le aziende smettono di assumere figure entry-level. Senza il primo gradino della scala, diventa quasi impossibile per un giovane di estrazione modesta formarsi sul campo e migliorare la propria condizione economica.

Il Divario Geopolitico (La “Povertà delle Nazioni”)

Il divario si allargherà anche tra Paesi:

  • I Paesi sviluppati controllano l’infrastruttura dell’AI (chip, server, algoritmi).
  • I Paesi in via di sviluppo, che basa la propria economia sull’esportazione di servizi a basso costo (es. call center, data entry o back-office in outsourcing), vedranno questi settori azzerati dall’AI, perdendo una fondamentale fonte di sostentamento globale.

L’AI non produce povertà per un vincolo tecnologico, ma per una scelta politica e redistributiva.

Se la produttività aumenta vertiginosamente ma le regole del mercato restano invariate, la ricchezza si concentra e la povertà aumenta. Per evitare questo scenario, governi e istituzioni stanno discutendo soluzioni come la tassazione sui profitti da automazione, l’introduzione di un Reddito di Base Incondizionato (UBI) e la drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Cosa sopravviverà per almeno ancora 10 anni?

I lavori dediti alle persone. I caregivers, medici, infermieri, insegnanti non sono ancora sostituibili, ma presto, con l’allenamento della robotica e delle AI saranno ridotti a tutoraggio sul web, Da qui la scomparsa della parola di Educazione, educere come accompagnare, e sostituta da istruzione come impartire istruzioni ed insegnare non a pensare ma ad eseguire.

A quanto pare si sopravviverà per poco anche un altra professione, I soldati, gli esperti di droni da guerra, ma anche qui ben sappiamo che inizio e fine si toccano con maestria per il solo profitto ed una società che ha perso tutti valori sociali, religiosi, umani per sostituirli con il Dio Denaro .- In God We Trust – lo trovate scritto sulle banconote americane., da noi uno dei 10 comandamenti recita: non nominare il nome di Dio invano


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